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Sanità, UIL-FPL Fismu critica l’ASP: “Misure insufficienti contro le liste d’attesa”

Per Trovato, infatti, “le iniziative messe in campo a gennaio dall’Asp sono insufficienti e non tengono conto della reale attività svolta dai medici, delle difficoltà organizzative e logistiche, delle previsioni del contratto che regolano il settore”

Preoccupazione è stata espressa da Cosimo Trovato, Responsabile Nazionale Specialistica Ambulatoriale Interna (SAI) UIL-FPL sez. FISMU dopo la riunione tra la parte pubblica del 19 marzo e i sindacati del settore, ma anche per il mancato riscontro alle due lettere inviate da questa sigla alla Direzione Sanitaria lo scorso 7 marzo e 13 febbraio sul problema dell’estensione degli orari di attività per la Specialistica Ambulatoriale Interna(SAI) e per l’assenza di un piano efficace contro le liste di attese a tutela dei pazienti.

Per Trovato, infatti, “le iniziative messe in campo a gennaio dall’Asp sono insufficienti e non tengono conto della reale attività svolta dai medici, delle difficoltà organizzative e logistiche, delle previsioni del contratto che regolano il settore”.

Il dirigente di UIL-FPL sezione Fismu, pur riconoscendo il lodevole tentativo da parte della direzione sanitaria di assicurare la migliore assistenza sanitaria, sottolinea: “L’implementazione del 10% delle prestazioni specialistiche, oltre a quelle già presenti in agenda presenta delle difficoltà strutturali. L’azienda non considera il maggiore carico burocratico e diverse difficoltà oggettive, segnalate, e ancora irrisolte: la presenza della cartella elettronica che però non è ancora a regime (solo formalmente lo è) e che spesso non va a buon fine per problemi dal punto di vista tecnologico ed informatico; ma anche, e soprattutto, la carenza di personale infermieristico che dovrebbe affiancare lo Specialista. Se aumentano le prestazioni, senza modernizzare e potenziare il servizio sarà il caos a scapito della qualità delle prestazioni sanitarie”.

In quanto alla decisione di istituire il Gruppo di lavoro per Attività Ispettiva Aziendale, Trovato fa notare, “che la verifica del rispetto della procedura e della correttezza della prescrizione deve tenere conto di tempi adeguati alle branche specialistiche, alla flessibilità: tutti fattori previsti dall’ACN vigente per la migliore qualità clinica della prestazione sanitaria. E non a caso, infatti comprimere i tempi e le modalità di lavoro vanno a scapito del paziente”.

Disponibilità chiaramente “sul monitoraggio della consegna protesi e ausili”, e Trovato aggiunge, in tal senso che “il controllo deve di fatto migliorare la collaborazione tra l’Azienda e lo Specialista nell’assegnazione delle protesi e ausili”. Quindi il dirigente sindacale chiede che “per potere dare gambe più robuste” a questi proposti dell’Asp “di attivare nuove ore di specialistica ambulatoriale interna, perché l’attuale monte ore non basta a incrementare l’attività”.

E ricorda “che è bene rifuggire da trovate estemporanee ed emergenziali, come quelle di sostituire un giorno feriale di attività lavorativa con il sabato, perché non apporterebbero alcun beneficio alla riduzione delle liste di attesa”.

Infine, facendo riferimento all’ultima proposta avanzata nella riunione del 19 marzo: “Peraltro – spiega – a fronte degli incarichi già conferiti ed oggetto del rapporto con i singoli specialisti, questi devono dare la loro eventuale disponibilità, solo secondo le modalità previste dall’art. 30 dell’ACN (accordo collettivo nazionale) vigente, prima che si possa procedere al cambio di orario. Prendiamo atto che l’Asp faccia lo sforzo di compensare dal punto di vista economico e dei tempi: 80 euro lorde per le modalità a progetto per liste di attesa, il plus orario maggiorato del 50% per il recupero visite per assenza per ferie senza preavviso di 30 giorni; la disponibilità di un sabato al mese ogni due mesi per consentire l’apertura dell’ ambulatorio; tuttavia crediamo che queste misure continuino ad essere insufficienti ed aggirino le norme contrattuali, cioè l’articolo 30 sopra citato”.

“L’obiettivo della riduzione delle liste di attesa – conclude Trovato – deve essere prioritario ma pianificato ed organizzato in modo efficace concordando le modalità con i medici stessi. Solo così tuteleremo i pazienti e miglioreremo il servizio, non facendo come sempre le nozze con i fichi secchi e scaricando le disfunzioni organizzative sui medici”.


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