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Il futuro del sito Pfizer di Catania, i sindacati chiedono un incontro a Prefetto e sindaco

Il timore, manifestato in più occasioni dalle sigle sindacali ma senza mai ottenere risposte dall’azienda, è che la Pfizer possa lasciare Catania

Filctem-CGIL, Uiltec-UIL, Femca-CISL, UGL-Chimici e Fialc-CISAL Catania hanno chiesto un incontro al Prefetto e sindaco Trantino perché “fortemente preoccupate circa l’attuale situazione del sito etneo del colosso farmaceutico americano Pfizer”.

Il timore, manifestato in più occasioni dalle sigle sindacali ma senza mai ottenere risposte dall’azienda, è che la Pfizer possa lasciare Catania trattandosi di un “sito specializzato principalmente nella produzione di due antibiotici iniettabili sterili, di cui uno con brevetto scaduto (generico) e l’altro in scadenza, al momento fuori da qualunque piano di investimenti da parte della casa madre”.

In particolare, Filctem-CGIL, Uiltec-UIL, Femca-CISL, UGL-Chimici e Fialc-CISAL Catania temono che Pfizer possa attuare uno spin-off del ramo degli iniettabili sterili e conseguentemente lasciare lo stabilimento di Catania fuori dal proprio network, “compromettendo irrimediabilmente i livelli occupazionali”.

Dopo la pandemia la Pfizer si è trasformata in una biotech company, il cui nuovo focus è quello di ricercare e produrre nuovi prodotti in grado guarire tumori, obesità e malattie rare. Stiamo assistendo a un profondo e radicale cambiamento industriale, nel quale Pfizer U.S.A. sta concentrando i suoi sforzi nello studio e nell’applicazione di tecnologie legate al campo della biologia, quello che domani sarà il punto di riferimento nella difesa della salute, ossia le biotecnologie. Attualmente Pfizer è leader in questo nuovo campo “ed è in forte fermento circa la rimodulazione dei suoi asset strategici, che la stanno vedendo protagonista di acquisizioni, e collaborazioni mirate con altre società per sviluppare nuovi processi di produzione farmaceutica altamente qualitativi”.

Ed ecco perché i sindacati chiedono aiuto al progetto e al sindaco. Sarà infatti necessario “verificare quale sia la reale volontà aziendale circa le sorti dello stabilimento etneo”.


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