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A Viagrande l’assemblea della CGIL: “Il voto è la nostra rivolta”

L’incontro ha segnato l’avvio ufficiale della campagna referendaria catanese promossa dalla CGIL con lo slogan “Il voto è la nostra rivolta”

“Vogliamo che i cittadini capiscano che la vera rivolta è la democrazia, che è recandosi alle urne che si cambiano le cose e non certo rimanendo nella nostra sfera privata senza agire”.

Il segretario generale della CGIL di Catania, Carmelo De Caudo, ha aperto così l’“assemblea delle assemblee” tenutasi stamattina a Viagrande. L’incontro ha segnato l’avvio ufficiale della campagna referendaria catanese promossa dalla CGIL con lo slogan “Il voto è la nostra rivolta”, e ha potuto contare sulla partecipazione delle segreterie e dei dirigenti di tutte le categorie sindacali, delle pensionate e dei pensionati, dei movimenti giovanili e dei rappresentanti delle associazioni aderenti a “La Via Maestra”.

De Caudo ha ribadito il valore della partecipazione attiva e il ruolo fondamentale dei referendum nel cambiare le condizioni materiali dei cittadini: “In questi referendum si trattano temi che interessano tutti, indipendentemente dal credo politico e dall’età, e cioè lavoro, sicurezza, dignità, cittadinanza, democrazia. Non possiamo più accettare che il mondo del lavoro venga umiliato e che la precarietà sia la normalità. È nostro dovere ricostruire diritti e dignità, e il referendum è il primo strumento per farlo”.

Ma per il segretario generale il significato di questa mobilitazione va oltre la singola consultazione referendaria: “Questa è una battaglia per restituire voce a chi è stato escluso, per dimostrare che cambiare è possibile. Dobbiamo scuotere chi è rassegnato, chi non crede più negli strumenti democratici. Per questo dobbiamo essere nei luoghi di lavoro, nelle piazze, nei quartieri, ovunque sia necessario per spiegare che il voto è potere, è cambiamento”. Ha poi lanciato un appello diretto alle lavoratrici e ai lavoratori affinché la campagna referendaria venga affrontata come una vera sfida democratica: “Non possiamo più aspettare che qualcuno faccia qualcosa per noi. Dobbiamo essere noi a prendere in mano il nostro futuro. Se vogliamo un Paese più giusto, dobbiamo iniziare da qui”.

All’assemblea è intervenuto Alfio Mannino, segretario generale della CGIL Sicilia, che si è soffermato sul contesto sociale ed economico della regione. “Il referendum rappresenta un’occasione straordinaria per il nostro Paese e per la Sicilia. Attraverso di esso potrà cambiare la condizione di milioni di lavoratori. Ma ancora più importante è il segnale che può venire con una partecipazione massiccia al voto”.

Mannino ha evidenziato come il referendum rappresenti un’opportunità per il Mezzogiorno e per chi ha sempre pagato il prezzo più alto delle crisi economiche e delle scelte politiche sbagliate: “La Sicilia è vittima principale di azioni di governo che hanno aumentato la precarietà, che non hanno risolto i problemi strutturali del Mezzogiorno, che non hanno aggredito i nodi della disoccupazione, della povertà, della caduta dell’apparato produttivo. I più colpiti sono i giovani e le donne, ma non solo. Tutti coloro che oggi subiscono le conseguenze di anni di politiche sbagliate devono vedere in questo referendum una possibilità di riscatto, un’occasione per dire ‘ci sono anche io, e il mio parere conta’”.

L’incontro ha visto anche la partecipazione delle associazioni che nei mesi scorsi si sono impegnate nella raccolta firme per i referendum. Attraverso testimonianze dirette, si è dato spazio alle difficoltà quotidiane di lavoratori e lavoratrici, ma anche alla volontà di costruire un futuro più giusto.

L’assemblea è stata caratterizzata da un forte richiamo all’impegno collettivo. “Il nostro compito è stare nei luoghi della sofferenza – ha sottolineato De Caudo- parlare con chi si sente escluso e restituire fiducia negli strumenti democratici. Non è solo una questione di votare i 5 quesiti recandosi al seggio in primavera ma è una questione di lottare per ciò che ci spetta. Noi sindacalisti dire quel che crediamo sia necessario fare adesso: non farci paralizzare dalla rassegnazione, dobbiamo dimostrare che il cambiamento è possibile e che in questo Paese il lavoro deve tornare a essere sinonimo di dignità”.

La CGIL di Catania ha annunciato una serie di iniziative che si susseguiranno nelle prossime settimane, con assemblee nei luoghi di lavoro e momenti di confronto pubblico. L’obiettivo è chiaro: raggiungere il quorum e mandare un messaggio forte al Paese. I referendum della CGIL puntano a fermare i licenziamenti illegittimi nelle imprese con più di 15 dipendenti; garantire maggiori tutele ai lavoratori delle piccole imprese, oggi limitate a sole 6 mensilità di risarcimento; ridurre il lavoro precario; aumentare la sicurezza sul lavoro, contrastando le morti bianche; estendere i diritti di cittadinanza a 2,5 milioni di persone. Un voto per il sì significa più giustizia, più diritti e più dignità per lavoratrici e lavoratori. Come ha ricordato Mannino in chiusura, “Il referendum è un’occasione da non perdere per dare un segnale forte di inversione di rotta a chi alimenta la disillusione. Credo che i siciliani non si lasceranno sopraffare”.


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